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Scala dei Turchi "E' mia, ma non la cederò gratis"

Ferdinando Sciabarrà, 67 anni, il pensionato che dagli antenati ha ereditato la scogliera non intende impedire ai turisti l'accesso alla sua proprietà ma che non la cederà gratuitamente al Comune, come l’Amministrazione comunale guidata da Piero Puccio gli avrebbe chiesto

- 19/09/2014

Il foglio di mappa catastale numero 23 è chiarissimo: le particelle 334-335-336 gli appartengono. L'area circoscritta dalle particelle è la Scala dei Turchi, così chiamata perchè naturale approdo un tempo delle navi saracene che venivano ad espugnare le coste siciliane, uno dei luoghi più importanti del litorale agrigentino, la cui candidatura a divenire patrimonio dell'umanità è attualmente al vaglio dell'Unesco. 

Il proprietario è invece un dirigente della Camera di Commercio di 67 anni, Ferdinando Sciabarrà, oggi in pensione. Sciabarrà, intervistato da Laura Anello per il quotidiano torinese La Stampa, ha dichiarato di aver già fatto sapere al sindaco di Realmonte Pietro Puccio che non intende impedire ai turisti l'accesso alla sua scogliera e soprattutto che non la cederà gratuitamente al Comune, come l’Amministrazione comunale gli avrebbe chiesto. Presto comunque il proprietario della Scala dei turchi incontrerà nuovamente Puccio.

"Non ho mai impedito di entrare a nessuno e così sarà in futuro - ha detto Sciabarrà a La Stampa - ma prima di fare qualsiasi mossa devo parlare con i miei avvocati". La Stampa ha raccolto anche quanto detto da Enrichetta Sciabarrà, cugina di Ferdinando. "Quelle terre - ha spiegato - sono nostre da sempre, le abbiamo ereditate dagli antenati, una storia che si perde nella notte dei tempi". 

La scoperta che invece lo scoglio di marna bianca a picco sul mare africano fosse proprietà privata, tuttavia è avvenuto solo qualche giorno fa, quando le attenzioni sul sito si sono accentuate per effetto dell'assedio di turisti alla scogliera resa celebre negli ultimi anni dalle riviste che esaltano le bellezze ambientali dello Stivale, ma anche e soprattutto dalle citazioni che lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri ne fa nei suoi romanzi.

In particolare le cronache dei giornali di tutto il Paese si erano riempite del caso di quei turisti che nel corso dell'ultima estate hanno preso l'insana abitudine di prelevare pezzi di marna per cospargere ed imbiancare il viso ed il corpo della polvere rilasciata dal minerale al contatto con l'acqua di mare, credendo - erroneamente - che questo sia un toccasana per la pelle.

Il Comune di Realmonte si è reso conto che la Scala dei turchi appartenesse a privati solo nel corso di una serie di ricerche effettuate per poter redigere, insieme a Legambiente, un piano di gestione che prevedesse controlli a salvaguardia dell'area ed una fruizione razionale. Si prevedeva in tal senso di istituire un biglietto d'ingresso per il sito, ritenendosi questo di proprietà della Regione. Al controllo delle mappe catastali la scoperta della proprietà privata.

"E' bastato guardare le carte - ha dichiarato a La Stampa il sindaco Puccio - per accorgerci che la linea demaniale si interrompe proprio davanti alla Scala dei Turchi, dove comincia una proprietà privata che dalla campagna si estende fino agli scogli. Gli accertamenti successivi hanno confermato quello che da tempo in paese si sa, cioè che la scogliera di marna appartiene a Ferdinando Sciabarrà, proprietario anche dei terreni confinanti. Una persona perbene, non certo uno speculatore".

Oltretutto, aggiunge Puccio "la distanza dei 150 metri dal mare vale per l’inedificabilità, ma la linea demaniale è un’altra cosa. Solitamente segue la linea dell’onda, è facile tracciarla quando c’è una spiaggia, ma qui c’è una parete rocciosa a picco che è stata considerata parte del terreno retrostante. Non è un caso unico, qui molte altre scogliere sono di proprietà privata. Anche se i privati non possono farsene nulla, per via dell’interesse pubblico e per i vincoli ambientali".

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